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Il risci˛: L'unica utilitaria davvero ecosostenibile: fa mediamente 100 km con un kg di pasta e ci vai praticamente ovunque. E la tua? In risci˛ da Genova a Roma
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Ottavo giorno

Sabato 10 novembre

Come and˛ che da Antignano fra budini di riso ed altra buona gastronomia percorsi la suggestiva costiera degli etruschi fino a Rosignano, dopodichÚ, facendosi la marcia pi¨ rilassante, proseguii dopo il tramonto da Cecina sino a Donoratico, frazione di Castagneto Carducci, e ivi pernottai.



A ppena ho tirato fuori il risci˛ dal suo riparo protetto, per prima cosa ho comprato dal fruttivendolo accanto alla misericordia arance, mandarini e pomodorini, ne offro al tipo che mi ha spostato l'ambulanza, ma lui e gli altri declinano e continuano a parlare animatamente di funghi. Che ci avete funghi da veste parti? Si dice, nell'interno.. poi saluto e ringrazio e guido su attraverso via dei Bagni, verso il bar Roma che mi avevano consigliato anche giÓ iersera come locale tavola calda.

Non resisto a fermarmi un attimo al fragrante alimentari ôL'isola della bontaö. Qui si trova, come giÓ una volta avvo constatato nelle Marche, zone che storicamente hanno subirono l'embargo salino, il pane senza sale: viene detto pane sciocco (-senza sale come senza sale in zucca).
Qui ho voluto provare alcune leccornie dolciarie locali: budino di riso, polpettine di riso, fratini.
C'Ŕ anche la focaccia, che Ŕ praticamente uguale a quella di Genova, solo ho avuto l'impressione che l'olio non fosse in tutta la focaccia ma solo nello strato superiore. Chiedo a questo affabile venditore dal baffo bianco che differenza ci sia. A suo parere la focaccia di Genova sarebbe piu sottile della loro. Ma non Ŕ vero, Ŕ proprio uguale!
Contemporaneamente una signora nel negozio mi chiede che reclÓm faccio, e io rispondo con lo stesso divertente accento che ôvesta noll'Ŕ una reclÓm, bensi un messaggio per persone intelligentiö. Ah, poi sono tornato una tantum ad una veccha abitudine bevendo seduta stante due uova fresche che vendevano qui in comode confezioni da due invece che le solite da 6 che sono poco pratiche per un viaggiatore che non ha uno scaffale dove riporle.
Alla fine della strada c'Ŕ la piazza centrale di Antignano, p.za Bartolommei, e lÓ mi fermai ancora al caffe Roma, nonostante ho giÓ fatto fuori budino di riso, crocchette di riso, fratino e uova, e al cappuccino faccio accompagnare un interessante minicalzone ripieno di marmellata, sfogliando il Vernacoliere e ridendo. Ora ho fatto il pieno. Quando riesco a ripartire verso sud sono giÓ le 10 e mezzo, e il paesaggio diventa di varia conformazione, la statale segue una costa tortuosa, a tratti parallelamente alla ferrovia, e continuamente ti imbatti in piccole torrette, fortini antichi di pietra, vecchi muri di pietre che dovevano essere un tempo delle abitazioni. La pietra e del colore caldo dell'ocra, e le rocce che scendono nel mare, che oggi Ŕ particolarmente agitato, sono rossastre. Il tratto di paesaggio costiero a sud del fortino di Calafuria Ú degno di essere immortalato

calafuria


Si incontrano di quando in quando su queste rocce uomini che pescano con delle piccole reti, ma anche persone che si godono questa bellissima giornata di sole autunnale sulle rocce, cosi diverse coloristicamente dalle fratte del Mar Ligure.

calafuria


Nei pressi di Castiglioncello c'Ŕ un punto con una splendida vista dall'alto della spiaggia, lÓ mi sono fermato perchŔ c'era una fila di 6 o 7 giovani che guardavano in piedi in gi¨ dal bordo della strada. Erano surfisti, venuti lÓ oggi apposta per fare surf, siccome c'era stato tutto quel vento e il mare ne aveva ricevuto onde di notevole forza.

Intorno alle due sono giunto presso la stazione del treno di Castiglioncello. Qui mentre stavo parcheggiando lungo la strada per entrare a mangiare al ristorante ôLa stazioneö di Castiglioncello, ho avuto un simpatico incontro con due poliziotte di pattuglia su una volante.
Quindi sono entrato a ordinare qualcosa di buono, e contemplando dei piacevoli quadri alle pareti ho pregustato dei maltagliati con vongole veraci e broccoli, accompagnati da un quartino di vino bianco. Fanno 15Ç. La cucina Ŕ di livello particolarmente buono, e infatti questo locale mi Ú stato consigliato espressamente da un cuoco di mia conoscenza che conosce i gastronomi di questo tratto di costiera. Il mio palato si Ú enormemente rallegrato di questo pranzo leggero e fine; le porzioni non erano tuttavia di una dimensione tale da procurare una prolungata sazietÓ al mio stomaco.

Dopo Castiglioncello, presso Rosignano termina il tratto di costa rocciosa, tanto apprezzato per l'impenetrabilitÓ e della sua macchia mediterranea, e si entra in un paesaggio pianeggiante e un po' meno bello. Presso Rosignano Solvay, un paese che prende il nome dalla importante fabbrica di detersivi che ospita, si leggono sui muri scritte del tipo ôSolvay Assassinaö riferite probabilmente al pesante impatto ambientale e anche sanitario che gli scarichi di queste fabbriche possono provocare.
La localitÓ successiva si chiama Vada, e qui mi sono fermato ad un bar dove l'insegna indicava che ci si poteva collegare a internet. Invece non c'era nessun internet disponibile, ma giÓ che ero lÓ il barista ha pensato di offrirmi un caffŔ. Gli ho chiesto delucidazioni riguardo al punch livornese, questa bevanda alcolica locale di cui ho sentito parlare, e lui mi ha spiegato che lo bevono oggigiorno per lo pi¨ i vecchi, o i malati contro il raffreddore.
Uno degli avventori si Ú soffermato a meditare sulla frase che porto scritta sul retro del risci˛. Lui guida un SUV (Sport Utility Vehicle) che pesa ben 27 quintali e che fa 8 km con 1 litro. Ma non lo cambia almeno con un veicolo pi¨ leggero? No, perchŔ tanto per la benzina paga la ditta... Deh!

Pi¨ avanti sono entrato in Cecina, famosa localitÓ turistica: Nonostante la stagione turistica fosse finita ho avuto l'impressione che qui continuasse il clima festoso della stagione estiva ormai trascorsa: le strade erano piene di gente che faceva compere nella ampia via pedonale, e tutti quei bambini nel grande giardino pubblico in alto.
Dopo una sosta prolungata in un internet point ho proseguito verso sud, mentre stava scendendo la notte. Ho pensato di trovare un posto dove dormire sulla strada nella zona fra Bibbiona, Donoratico e San Vincenzo.
Dalle parti della frazione di San Guido c'Ŕ una locanda-ristorante-tabacchino, ma evidentemente qui in Toscana si dÓ per scontato che in Toscana sulla costa ci vengano solo turisti e quindi c'Ŕ solo gente che lavora per i turisti; infatti finita la stagione turistica vanno tutti via. I turisti ritornano da dove sono venuti, gli operatori turistici vanno in vacanza con i soldi guadagnati nei paesi a clima tropicale.
Ho l'impressione di trovarmi in una regione decimata da qualche malattia, tanto Ŕ deserta.
Ma il paesaggio Ŕ tanto bello che bastano gli alberi a sostituire piu che degnamente la presenza umana. In questo albergo sulla strada mi piacerebbe fermarmi un'altra volta, sembrava un posto per viandanti e non per turisti. Qui ho parlato con una donna credo rumena che sostituiva il padrone, e con una simpatica vecchina, probabilmente prossima all'Alzheimer, che sedeva immobile e rispondeva gentile a sprazzi alle mie domande.
Mancavano ancora 16 km a San Vincenzo e la notte cominciava ad essere fresca.

Il prossimo paese si chiama Donoratico ed Ŕ una frazione di Castagneto Carducci, paese dedicato al famoso poeta che qui ha vissuto.
Sono circa le otto di sera e penso sarebbe meglio fermarsi qui piuttosto che fare ancora 8 km nell'oscuritÓ con tutti questi automobilisti in senso contrario che non capiscono a cosa vanno incontro e perci˛ mi accendono gli abbaglianti proprio poco prima di incrociarmi, il tempo di accecarmi completamente... molto fastidioso.
Dalla strada statale siccome odo risuonare delle campane mi butto dentro il paese a sinistra. Nella grande piazza c'Ŕ nel mezzo un bell'edificio. Un vecchio che passa di lý mi dice che Ú proprio la chiesa, anche se nell'oscuritÓ sembrerebbe una villetta, o una centrale della polizia.
Mi faccio consigliare dallo stesso vecchio un albergo onesto, e vengo indirizzato all'hotel ôCuccioloö.
╚ proprio dietro l'angolo. Il ragazzo dell'hotel quando mi vede ha un moto di sorpresa, forse anche per il mio insolito abbigliamento, con un berretto-paraorecchi nero simil-balilla, pantaloncini corti e calzettoni lunghi. Ma non posso giocare sul'effetto sorpresa: sono 40 Ç non trattabili per una singola. Ma hanno un posto chiuso dal cancello per il risci˛, e offrono la colazione. Dio mi fulmini, se non Ŕ spropositato spendere cosi tanto pur non essendo proprio un turista, ma non ho voglia di giocare a ribasso, o cominciare una qualunque controversia. La rampa per entrare dal cancelletto Ŕ ripidissima.
Punch livornese, berlo o non berlo. Ŕ l'ultima sera per me in area livornese, domani trapasso di provincia, e sicuramente di giorno non Ŕ troppo consigliabile berlo. Ma sono anche stanco la sera e ... preferisco far fatto di averlo bevuto.. magari domani sera me lo fanno anche a Follonica.. la stanzetta Ŕ confortevole e carina, letto a due piazze, televisore, pulita e confortevole. Decido di non uscire, anche se potrebbe essere un interessante sabato sera sul litorale toscano, preferisco rilassarmi con una lunga doccia e lavorare un po' al computer.
L'acqua dei rubinetti Ŕ davvero strana qui. Temo che ci vadano gi¨ duro con il cloro. Meglio il vino.



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