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Il risci˛: L'unica utilitaria davvero ecosostenibile: fa mediamente 100 km con un kg di pasta e ci vai praticamente ovunque. E la tua? In risci˛
a Cittanova(RC)
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Soggiorno Cittanovese

2008-2009

Come and˛ che il mio destriero rimase tutto 'sto tempo nella ridente cittadina, e cosa ne fu del sottoscritto


A quel punto, terminato un lungo percorso, mi sono interrogato sulla necessitÓ o meno di scrivere anche qualcosa per trarre delle conclusioni, o, diciamolo, degli insegnamenti da questa esperienza di viaggio. Forse sarebbe meglio lasciare un open end, cosý che i pi¨ pigri non facciano come me, che invece che leggere tutto un libro cercano di sbirciare da subito nelle ultime pagine. La sostanza di quello che eventualmente qualcuno pu˛ imparare da questo tipo di viaggi sta pi¨ nel racconto, che in una esplicita morale posta in calce al testo.
In questo ruolo di moralista cadutomi sulle spalle, e dal quale cerco continuamente di tenermi fuori (ebbene si, sono un comune peccatore), non voglio qui neanche insinuare di essere io nel giusto, mentre chi conduce una vita consumistica e basata sullo spietato conseguimento di ricchezza materiale ad ogni costo sia da considerarsi necessariamente un poco di buono. Lontana Ú l'etÓ in cui si vede o tutto nero o tutto bianco, e tutti siamo consci di quanto ricca sia ogni anima umana di lati belli e meno belli.

Piuttosto guardandomi dentro devo riconoscere che il pi¨ grosso motore che mi ha spinto a fare qualcosa che sfida un po'la normalitÓ del trasporto odierno Ú stata la curiositÓ. ╔ quella stessa curiositÓ congenita a noi esseri umani che, in ambiti ben diversi, e a volte potenzialmente pericolosi, ci ha portato a cercare l'immortalitÓ, l'eldorado, la pietra filosofale, il pomodoro che non marcisce o il telefonino che si rompe appena scaduta la garanzia.

La mia ricerca sulla applicabilitÓ della forza umana nel viaggio su lungo percorso risulterÓ forse inutile e stravagante anche per i posteri, oltre che per molti contemporanei, ma certo non pericolosa. Rappresenta anzi un passo avanti nel progresso verso forme di tecnologia che non ci rendano servi di questo o quel fornitore, come finora Ú stato con il petrolio, o il gas, e come magari presto potrebbe diventare con la materia prima dei pannelli solari.

La migliore forma di energia Ú quella che si risparmia, da una parte, e quella che si ricava sul posto dall'ambiente circostante, dall'altra:
energia metabolica, energia idrica ed eolica.

Gli esseri viventi sono giÓ di per sŔ i pi¨ efficienti impianti fotovoltaici che si ci possa immaginare, capaci di autocostruirsi, autoripararsi, autoriprodursi, immagazzinare quantitÓ anche enormi di energia. Quello di cui hanno bisogno per trasformare in energia i raggi del sole Ú per lo pi¨ giÓ presente nell'ambiente circostante: aria, cibo, acqua.
Tutti svolgono poi per natura e senza sforzo ulteriore pi¨ funzioni contemporaneamente. Un asino scarica nell'atmosfera, come tutti gli animali, anidride carbonica...In compenso funziona da: tosaerba, produttore e distributore di letame in loco, autotrasportatore in zone impervie o non carrabili, trasporto personale ausiliario, trattorino, motore da frantoio, gioco per bambini, calorifero (vedi Natale!), eccetera eccetera (se avessi un asino certamente mi verrebbero in mente altri usi ancora...).

Stiamo cauti, a non prendere troppo sul serio il gioco di creare macchine imitatrici dei processi metabolici. Compiacciamoci della tecnologia di oggi, ma non scordiamoci neanche del buono di quella di ieri!



A Cittanova, il periodo successivo al mio arrivo Ú stato caratterizzato da una vita tranquilla e pressochŔ stanziale. Ho visitato i miei parenti, il mio vecchio nonno, e passato serate in allegria con i soliti compagni di giochi e di bevute. Il tempo Ú stato dal mio arrivo in poi quasi sempre freddo e piovoso, ma ho potuto usare i giorni meno bagnati per spostarmi con il risci˛ sul territorio della piana di Gioia Tauro, per trasportare la spesa, e per caricare la legna da ardere per il camino dagli uliveti fino a casa.
Naturalmente Ú stato possibile in alcune occasioni usarlo anche per portare le persone.
Tuttavia mi sono accorto presto che il territorio della Piana di Gioia Tauro e in particolare del territorio di Cittanova, che si trova appoggiata alle pendici del Parco Nazionale dell'Aspromonte, Ú parecchio scosceso. Naturalmente questa pendenza si fa sentire negativamente solo se si pedala ad un mezzo relativamente pesante, mentre non rappresenta un grosso impedimento per qualsiasi bicicletta con qualche cambio di velocitÓ.
Quindi successivamente mi sono procurato una bicicletta per gli spostamenti quotidiani.
Un altro fattore ambientale che distoglie certamente molti abitanti del Sud Italia dall'uso di biciclette e simili, Ú sicuramente il clima: in inverno Ú facile doversi confrontare con pioggie a scroscio che durano giorni, accompagnate da raffiche di fortissimo vento gelido. Le strade per lo pi¨ non sono costruite nel modo migliore per resistere alla densitÓ di precipitazioni invernali, per cui non Ú raro venire bagnati da capo a piedi se solo si cammina per strada, a causa delle auto che finiscono nelle profonde pozzanghere. E naturalmente in inverno tutti si spostano rigorosamente in auto... In seguito, dovendo trasportare spesso cose pesanti lungo un certo percorso di diversi chilometri in dislivello fra la cittÓ e la campagna, mi sono anche io adattato ad usare un'auto, una vecchia ford fiesta, davvero comoda, che consuma sý prezioso petrolio fossile/ gas fossile, ma ho soppesato i pro e i contro, e concluso che se la si usa con misura, e mossi da un buon obiettivo, Ú quasi "ad impatto zero", e comunque nel complesso non pi¨ antiecologica di una carrozza a cavalli (!). Trovo che un asino o addirittura un mulo con attaccato un piccolo carro sarebbero a lungo periodo una soluzione certamente migliore del risci˛ per compiere trasporti nella Piana in maniera "metabolica". Le strade mulattiere lo sono di giÓ: mancano solo i muli!

Certamente chi fra i Cittanovesi leggerÓ queste mie fantasticherie penserÓ di leggere i deliri di un pazzo: come poter pensare nel ventunesimo secolo di ritornare ai carri a cavalli?
Bene, forse devo fare un esempio, per mostrare come la modernitÓ non consiste nel motorizzare tutte le macchine indiscriminatamente, bensý nell'applicare ad ogni necessitÓ la sua soluzione pi¨ consona: in Baviera non ha mai smesso di esistere un corpo di poliziotti a cavallo, che vengono utilizzati non solo per fare perlustrazione e servizio di ronda nelle zone precluse al traffico motorizzato (come i parchi cittadini), ma soprattutto per le situazioni di servizio d'ordine in grandi assembramenti di persone. Si Ú notato infatti che in quei casi, per esempio durante un importante evento sportivo, o un grande concerto, si pu˛ controllare molto pi¨ agilmente la folla muovendosi a cavallo.

Certo, per divertimento si potrebbe creare una macchina che riproduce esattamente le prestazioni di un cavallo, e magari dopo una ricerca di anni con grande dispendio di capitali si potrebbe arrivare ad un robot perfetto. Ma a che pro, se la civiltÓ umana ha giÓ creato una tecnologia fantastica, quella dell'allevamento e dell'addestramento dei cavalli, che Ú in grado di funzionare senza dipendere da fonti di energia esauribili, senza investire capitali nella ricerca, senza aver bisogno di produrre pezzi di ricambio o di comprare materiali particolari provenienti da altre parti del Mondo?
Probabilmente molti qui rideranno immaginandosi Cittanova maleodorante delle deiezioni dei cavalli e degli asini, che in un visionario futuro sostituirebbero le macchine.
Certo, immaginarsi un futuro fatto di auto ad energia solare Ú un futuro molto meno maleodorante, ma anche molto meno probabile.
Si tratta di essere realisti, e di non bersi tutto quello che ci viene promesso dagli alchimisti/scienziati del nostro tempo.

Molti parlano di rilancio turistico del paese. Qualcuno Ú a Cittanova visionario abbastanza da immaginarsi un centro libero dalle auto? io si, e se fossi un turista in una cittÓ libera dalle auto ci andrei subito in vacanza, anche perchŔ sarebbe l'unica in Calabria. Inoltre le carrozze a cavalli al posto delle auto sarebbero un highlight imperdibile per il visitatore della Regione.

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Negli scorsi due anni ho soggiornato diverse volte per periodi piu o meno lunghi a Cittanova, traslocandovi anche una parte della mia attivitÓ artistica. Il risci˛ Ŕ rimasto sempre con me, e in alcune occasioni l`ho usato con grande gioia mia e di chi ne ha usufruito: scarrozzando per il paese il mio nonno centenario, durante le festivitÓ cittadine, come propaganda ambulante per una lista civica durante le elezioni amministrative del 2009.



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