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Diciannovesimo giorno - L'imbarco

Mercoledi 21 novembre

Come and˛ che a Santa Severa scoprii il mondo sommerso dell'antica civiltÓ marinara di Pyrgi, e la sera mi imbarcai per Palermo al porto di Civitavecchia



A l risveglio mi sono accorto che i miei due amici curdi avevano giÓ lasciato l'appartamento, e mi sono rammaricato di non essermi accomiatato da loro.
Il risci˛ Ú ancora parcheggiato dove l'ho lasciato stanotte, dentro il cancello del palazzo. Appena ritornato sulla statale Aurelia ho preso un cappuccino e un cornetto alla stazione di servizio appena fuori Ladispoli in direzione Civitavecchia.
La mia prossima sosta Ú stata dopo un'oretta, presso l'area archelogica di Pyrgi e il castello di Santa Severa.
Ho visitato dapprima il Museo della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, gratuito, con un bel giardino attorno. Nella unica grande sala erano esposti pezzi dei templi etruschi in terracotta, resti neolitici, vasellame attico, dei ômenischiö di bronzo posti sulle sommita dei templi per non far appoggiare gli uccelli. Una grossa giara tagliata in due per il lungo usata come sarcofago per un bimbo morto, alcune piastre d'oro con incise in etrusco e in fenicio formule rituali di oscuro significato. Era inoltre possibile farsi un'idea della metodologia seguita dagli archeologi per studiare gli strati sedimentati di diverse epoche che si sono succedute sullo stesso suolo dell'antico tempio etrusco.
Poi sono entrato nel cortile del Castello di S.Severa, dove trovavano posto diverse botteguccie di artigiani, e infine nell'interessantissimo Museo della Navigazione Antica, che sorprende i visitatori, soprattutto i pi¨ piccini, con delle piccole e grandi installazioni che mostrano il recupero dei relitti antichi dal fondo marino, ma anche scene verisimili di come si svolgeva la navigazione ai tempi dei romani, e una grande cartina con le rotte extraeuropee seguite da navigatori dell'AntichitÓ e di cui abbiamo notizie vaghe e incerte fornite dai cronisti dell'epoca. I fenici sarebbero arrivati in Brasile! I romani in Borneo! E questo sarebbe stato anche tecnicamente possibile!
Memorabile poi il diorama ce rappresenta in misura reale e ricostruito secndo sicuri criteri scientifici l'interno dello scafo di una nave cargo di epoca romana, con le anfore accatastate e imballate nella paglia, il marinaio che fa la manutenzione della chiglia con il catrame, e tutto ricostruito fedelmente sulla base dei ritrovamenti archeologici sottomarini.
Da qualche parte si pu˛ leggere una lunga citazione da S.Paolo, che descrive quello che successe sulla nave su cui viaggiava e che si Ú salvata per un pelo da una terribile tempesta.

Ho ripercorso con grande rilassatezza, dato il largo anticipo sull'arrivo al porto (il check-in inizia solo alle tre e mezzo) la via giÓ percorsa verso Roma; questa volta con il vento a favore per˛. Ho Bevuto un the allo stesso bar Aurelia, e ritornai allo stesso supermercato di Santa Marinella dove ero stato lo scorso venerdi, e dove compro gli stessi fagioli borlotti e alcune altre vettovaglie per affrontare nell'agio quelle 12 ore in nave. Sono parecchio incuriosito da quello che mi aspetta sulla nave, infatti non ho mai viaggiato in nave pi¨ a lungo di qualche ora, e non ho neanche mai messo piede prima d'ora in una cabina per i passeggeri.

L'attesa per la partenza Ú lunga e rilassata: devo innanzitutto aspettare che apra lo sportello dove si prenotano e si comprano i biglietti. All'apertura la graziosa e gentilissima ragazza allo sportello ha da offrirmi un posto in una cabina da due posti, che siccome Ú bassa stagione e ci sono poci passeggeri significherebbe anche probabilmente avere la cabina tutta per me! Il risci˛ Ú considerato alla stregua di una bicicletta e perci˛ per lui non devo pagare nulla.
In tutto sono 52 Ç.
Non potevo sperare di meglio: un stanza d'albergo mi costerebbe almeno 30 Ç, e spendere solo 20 Ç per viaggiare tutta la notte dormendo comodamente cullato dalle onde mi sembra davvero un sogno!
Dopo aver fatto il biglietto ho ancora tutto il tempo di conoscere questa volta di giorno il centro di Civitavecchia, portare alcune persone in giro per il centro, comprare delle pile ricaricabili per il pannello solare, e bere uno o due caffŔ offertimi assieme ai ragazzi della caserma dei vigili del fuoco che si trova appena fuori del Porto.
Sono stato poi ancora a lungo a parlare con una simpatica giornalista di nome Lida, che per caso si trovava al porto, e che mi ha scambiato per qualcun altro.
Aveva infatti sentito parlare di un ragazzo che con una bicicletta e un rimorchio giallo da un po' di tempo gira l'Italia per promuovere l'uso della bicicletta, con il sostegno dei circoli di Legambiente e della ComunitÓ Europea, e ha pensato che fossi proprio io.
Invece ho poi scoperto ricercando su internet che si tratta di un ragazzo francese, Youri Sawtschuk, che Ú partito ad agosto e ha continuato con le dovute soste a pedalare in lungo e in largo per la penisola fino all'inizio di dicembre.

L'imbarco Ú stato privo di difficoltÓ, gli addetti del garage posto nello scafo mi hanno indicato il punto dove parcheggiare, e hanno legato ben bene con delle corde il risci˛ a dei robusti ganci sul pavimento, onde impedire che lo sballottamento potesse danneggiarlo o farlo cozzare con gli altri veicoli. Quindi ho svuotato il bagagliaio delle cose che mi sarebbero servite in cabina, il computer, i vestiti di ricambio, ecc., e sono salito a cercare la mia cabina, che si trovava al terzo piano in poppa. Ambiente pulito ed elegante, corridoi con inservienti in perfetta uniforme.
Uno di essi mi ha mostrato la mia cabina, e mi ha dato la tessera magnetica per aprirla e chiuderla.
La cabina consisteva in due letti, armadio, scaffale, bagno con gabinetto doccia e lavandino, asciugamani, sapone, spazzolino e tutto il resto. Le finiture erano di legno.
Mi sono concesso una bella doccia calda che ha lavato via lo stress del giorno prima, ho bevuto e mangiato, ho scritto un po' e quindi mi sono disteso sul letto per dormire, mentre intorno si udivano in lontananza il rombo ovattato dei motori, il moto delle onde, e innumerevoli lievi scricchiolii dei milioni di pezzi di cui Ú composta la nave, che tutti insieme rispondono alle sollecitazioni del mare agitato.



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